Monte Adranone

Scavi di Monte Adranone

Tomba della Regina

 

A circa 7 Km dalla città di Sambuca di Sicilia è possibile visitare l'importante zona archeologica di Monte Adranone. Scavi iniziati nel 1968, hanno portato alla luce una città greca fondata da coloni selinuntini nella seconda metà del sec. VI a.C. sui resti di un villaggio indigeno protostorico.

La città è stata identificata con l'Adranon di cui ci narra Diodoro Siculo e venne probabilmente distrutta nel 250 a.C. durante la prima guerra punica.

Dall'ingresso alla zona archeologica si raggiunge la necropoli, composta da tombe a camere ipogee, tra le cui segnaliamo la "tomba della Regina", tombe a cassa con pareti costruite in blocchetti di pietra e sepolture sovrapposte a tombe presistenti più antiche.

Proseguendo nella visita si raggiungono le mura, con un complesso extra urbano che comprende resti di capanne protostoriche, un quartiere d'abitazione del sec. VI-V a.C., un'area sacra e una fattoria del sec. IV a.C..

La città sorgeva su un terrazzo triangolare, difesa a nord-est da un ripido costone roccioso e per il resto da un'imponente cinta muraria edificata nel sec. VI-V a.C. e rafforzata nel sec. IV a.C..

Si possono costeggiare una serie di abitazioni private, servizi d'uso pubblico, fino ad arrivare all'acropoli su cui sorge il tempio punico, a pianta rettangolare a tre vani successivi non comunicanti.

Nella zona posta sotto l'acropoli si trova un complesso monumentale con uno stupendo santuario punico.

 

Chiesa del Carmine

Calvario

Palazzo Ciaccio

 

Il Museo Etno-antropologico della Terra di Zabuth  (Palazzo Panitteri)

 

Il Museo Etno-antropologico della Terra di Zabuth è stato realizzato nel 1985 dal Comune di Sambuca di Sicilia.

La sua costruzione si deve al fatto che in tempi recenti, in seguito all'avvento della tecnologia, l'universo contadino e la cultura materiale rischiano l'oblio delle proprie origini, con il serio pericolo di cancellare dalla memoria un patrimonio frutto una competenza secolare.

Per i contadini e i pastori anziani, ai quali gli attrezzi da lavoro evocano fatica sfruttamento e soprusi, l’istituzione del Museo Etno-antropologico è stato un modo per diventare protagonisti e riappropriarsi della propria identità umana e sociale.

Ubicato per molti anni nel Palazzo Panitteri il Museo Etno-antropologico della Terra di Zabuth ha attualmente sede nel Quartiere arabo.

La raccolta, consistente in un ricco patrimonio di attrezzi agricoli e pastorali, costituisce una tangibile testimonianza di tradizionali attività che fino ad epoca recente hanno consentito la sopravvivenza, a volte difficile ma quasi sempre dignitosa, dei nostri antenati.

Fanno parte dei Museo gli strumenti necessari per le varie fasi della produzione dei grano: spietratura dei terreno, aratura, semina, mietitura, trebbiatura ed ecc...

In un altro ambiente è collocato quanto era necessario al pastore per la produzione casearia e nella vita quotidiana.